Paroliere

L’orda

Crollo del prodotto interno, l’orda se ne ciba
Fossili talk show dibattono accesi ad una pompa di benzina
Anni di zolfo che anni di sonno han svegliato, mostruosità
Folli di rabbia, neri di guerra perduta contro chiunque la fa

Folli di rabbia, neri di guerra perduta contro chiunque la fa
Mentre autocrati imperano amalgamando scienza ed auto da fè
La lunga ricerca dell’energia ripulita dal sangue dell’est
Sopporteremo il deserto e la sabbia e studenti falciati dai Re?

Nuvole di propaganda piovono dati, immagini e prove,
Le nostre menti combattono invase da un’orda dalla doppia morale
Nessun rimpianga mai più democratica società
E la dialettica ormai sepolta dai trovatori della verità

Nuova normalità


L’ombra dell’artigiano

Vibra il martello
Scivola la pialla
Nelle profondità
Di un’Atlantide dimenticata
Ricordo di un’ombra
Che non rivivrà

Allucinazione reale
Mentre il tuo mondo scompare
Il tramonto è un mare
Ricordo di un padre
Che non rivivrà

Artigiano

È passato il tuo tempo, come si stacca una spina
Sui prodotti oggi leggi fatto in Cina
Ti siedi, scrolli, scegli, clicchi e spendi
È solo plastica e silicio, dinamite digitale
Immateriale, finchè non versa benzina sulle strade

È al tuo servizio tra gli stenti la parte scura del mondo
Che consuma il suo tempo in un solo secondo
Mentre il tuo senza produrre nulla lo spendi

Artigiano


Pietre

Guarda la faccia della roccia cruda
Vento, neve, pioggia, non teme usura
Prova un rancore ardente, lava fusa
Non lo spegne il tempo o la paura

Nel profondo abisso erode e scava
Ogni masso, ogni sasso porta sulla schiena
Ogni grave e ogni malizia all’infinito pesa
Primavera, il peso è eccesso e sale
Frana e schiaccia ed è l’Inferno Gorgoglia la spirale…

Guarda la faccia della roccia cruda
Vento, neve, pioggia, non teme usura
Prova un rancore ardente, lava fusa
Non lo spegne il tempo nè la paura


Pilgrim Billy

Sfridono stridono scrocchiano spezzano
Scoppiano schiacciano sbottano sfondano
Illuminando il cielo di Dresda
Li vedo dal mattatoio numero cinque

Billy è un ragazzo dalla vita spaventato
Billy è invecchiato e rapito
Da una luce a Tralfamadore
Sotto vetro, senza paura come allo zoo
In un’altra realtà

Times Square
la verità sta in vetrina
tutto il mondo saprà
del rapimento e l’illusione di
Tralfamadore

Sfridono stridono scrocchiano spezzano
Scoppiano schiacciano sbottano sfondano
Illuminando il cielo di Dresda
Li vedo dal mattatoio numero cinque

Tagliano troncano tranciano tritano
Tendono trinciano triturano tutto
Illuminando il cielo di Dresda
Li vedo dal mattatoio numero cinque

Billy ottico di Ilium
strappato a Valencia
moglie, casa famiglia

eroe codardo del sogno americano
casa, famiglia e Cadillac
Times Square
verità fantascienza e pornostar
alla radio tra sogno e follia

tu Billy Pilgrim
Androide ignorante
Superstite per viltà


Mafarka

Storia di un eroe, di un eroe grottesco
Incendio al culo
del savio borghese
Mafarka il re, Mafarka la bestia, il futurista
Il dono barbaro
di volontà violenta
Non è un Cyrano futurista, ma
Il membro di mezz’ora
precede la sua vista
Forse è mito o barzelletta, certo
Sono il suo racconto
Demonio del deserto

Sogni e ombre
Sul mare
All’ombra del Sole

Mafarka, Mafarka
Mafarka, Mafarka
Gazurmah, Gazurmah, Mafarka…
Mafarka, Mafarka, Gazurmah…

Behemoth e Korov’ev

Il terzo di quella compagnia era un gatto sbucato da chi sa dove, grosso come un maiale, nero come il carbone o come un corvo, con tremendi baffi da cavalleggero.
(M. Bulgakov, Maestro e Margherita, pag. 218)

Il pelo del gatto nero si rizzò, e l’animale miagolò da spaccare i timpani. […] Con un borbottio, il gatto affondò le gonfie zampe nella rada capigliatura del presentatore, e, con un urlo tremendo, gli strappò la testa. (M. Bulgakov, Maestro e Margherita, pag. 121)

Behemoth e Korov’ev
Behemoth e Korov’ev
Behemoth e Korov’ev
Behemoth e Korov’ev

Kobanê

Tra polvere e sabbia, frontiera di sangue e paura
Eroi senza patria di fronte a mercanti di Dio

Avanzano armati di nero capitale i giochi del mondo
Lontano
Arabescati di falso e di mirra e di bombe e di
Kalashnikov
Avanzano armati di nero capitale
Sulla via di Kobanê

Tra i muri d’argilla, fratelli e sorelle d’Islam
Kobanê e una patria da rivendicare per voi
Un popolo e un Partito di Lavoratori
Sulla via di Kobanê

Tra polvere e sabbia, frontiera di sangue e paura
Eroi senza patria di fronte a mercanti di Dio

Le braccia di Spartaco (Il Sole dell’Avvenire)

Camicia rossa ormai sbiadita
Cammina sulla terra dei ricordi
La lotta per il pane, l’ideale
Meglio in rime facili
Ravenna è un bicchiere di rosso
Rotto in una rissa stanca
Rivoluzione è una poesia
Lirismo di sconfitte

A century of weapons
Of celebrated heroes
But epic always lives
In a worker’s homecoming

Meccanica e agricoltura
Vertigine e metamorfosi
Paesaggi nuovi e vecchi amori
Nell’Eden dei padroni
Feudalesimo a motore
Il senso della sorte
Di genti perse via nel mondo
Di treni, navi e addii

A century of weapons
Of celebrated heroes
But epic always lives
In a worker’s homecoming

Ideologia di ferro e ghiaccio
Dimentica gli eroi
Figlio dell’azione antica
Non capirai l’addio alle armi
Ma Spartaco ancora bambino
Ha in braccio la sua storia
Rivoluzione è un’utopia
Ma partorisce resistenza

Little Bighorn

Rancore, odio e segregazione
Nel ghetto dell’Euro-nazione

Fascisti vecchi in felpe nuove
Cavalleggeri in giacche brune

Centomila Molenbeek
Al servizio di mercanti
Sciamani delle frustrazioni

La coperta è corta, viso pallido!
La coperta è corta,
Generali dell’austerità!

Una nuvola rosso sangue
Da Istambul fino a Bruxelles

Liberisti avete chiuso nelle riserve
Ogni diversità

E non vedete che sta arrivando
Il giorno di Little Bighorn

Non un mercato internazionale, ma
Futura umanità!

Fascisti vecchi in felpe nuove
Cavalleggeri in giacche brune
Liberisti avete chiuso nelle riserve
Ogni diversità
E non vedete che sta arrivando
Il giorno di Little Bighorn